Vedi: Le foto fatte a Giannutri
Questa piccola isola del mar Tirreno ha tutto il fascino di uno storico passato e, soprattutto, di un presente che la vede terra a misura d'uomo e che la vuole custode di scenari sommersi tra i più belli del Mediterraneo.
Ci si arriva in gommone, da Cala Galera in venti minuti.
Da Punta Secca, una bassa propaggine rocciosa che si stacca dal profilo dell'isola ed entra in mare lentamente, indecisa se davvero gettarsi nell'acqua gelida di gennaio verso gli abissi che circondano la costa. Al di la delle rocce calcaree flagellate dalla risacca cresce rigogliosissima la macchia mediterranea, che sicuramente coprirebbe con un manto di vegetazione impenetrabile ogni metro quadrato della superficie di Giannutri, se l'intervento dell'uomo non avesse aperto viottoli e sentieri. Per il resto, a parte un pugno di ville chiuse attorno ad un minuscolo centro commerciale, Giannutri è rimasta quella di tanti anni fa. Forse come quando, al tempo di Roma imperiale, i Domizi vi avevano costruito la loro sontuosa villa. Villa con vista sul mare, anzi, con un magnifico panorama del tramonto dietro all'isola del Giglio.
Il sole scompare dietro l'orizzonte, possiamo lasciarci andare con la fantasia e immaginare un ospite che, appena arrivato da Roma, sale la gradinata di marmo fino all'ingresso del Palazzo. Entra in un portico dal raffinato pavimento di mosaico, sorretto dalle eleganti colonne con i capitelli corinzi che ancora resistono, nonostante la furia dei barbari e delle moderne barbariche amministrazioni. Si sofferma un istante, viene accolto dal padrone di casa e dallo spettacolo del sole che si affaccia tra i marmi e le colonne, in un quadro riempito dallo sfondo blu del mare calmo e rassicurante... Oggi non è cambiato molto. il panorama dalla villa è sempre il medesimo.
L'atmosfera, il silenzio, il soffio del vento, il profilo dell'isola del Giglio sono gli stessi di sempre. Così come la relativa abbondanza di avifauna ci riporta un po' indietro nel tempo. Non è raro infatti incontrare coturnici e fagiani.
Una volta ci è addirittura capitato di avvistare un upupa, un uccello che fino ad allora avevo visto solo sull'adesivo della Lipu. A parte la villa romana, sono molte le mete possibili per splendide passeggiate nella natura: in un'oretta di cammino da Cala Spalmatoi saremo al faro dell'isola, in bilico sugli impressionanti precipizi di Cala Grottoni.
Un po' meno ci vuole per arrivare a Punta S. Francesco, dove in aprile nidificano centinaia di gabbiani. Giannutri è un'isola ancora a misura d'uomo, che può essere completamente goduta fuori stagione, quando non è presa d'assalto dal turismo estivo che non l'ha certo dimenticata.
Sta al buon senso e all'educazione di ognuno di noi fare sì che nulla cambi al nostro passaggio e che al nostro ritorno tutto sia ancora come lo abbiamo trovato la prima volta.
 Giannutri sott'acqua Non e di certo esagerato affermare che Giannutri sott'acqua offre alcuni dei più bei fondali tra tutti quelli del Mediterraneo, malgrado le sue minuscole dimensioni. A parte due vaste zone coperte da rigogliose praterie di Posidonia nel Golfo degli Spalmatoi e all'interno dell'ampia Cala Piemontesi, il resto dell'isola segue una morfologia sempre uguale lungo quasi tutto il perimetro.
Un primo salto di roccia verticale conduce a un gradino che si incontra tra i venticinque e i trenta metri. Oltre la parete riprende la sua discesa verticale fino ad incontrare la sabbia a quote assai profonde. Ma osserviamolo più da vicino questo fondale, analiziamone la morfologia, incontriamo gli organismi che lo popolano.
Iniziamo con la fascia meno profonda, tra i tre e i sei metri di profondità: nella roccia si aprono una serie di grotte a sviluppo prevalentemente orizzontale, testimonianza di un antico solco di battente, attivo in un periodo del Quaternario in cui il livello medio dei mari era inferiore all'attuale.
Gli interni delle cavità sono popolati da tutti quegli animali che prediligono l'oscurità o che sarebbero troppo fragili per resistere aggrappati alla parete in un tratto di fondale continuamente percosso dall'incessante moto della risacca. Troveremo dunque un grande campionanario di briozoi, piccoli celenterati, spugne, gamberi, scorfani e bellissime e foto geniche stelle marine rosso squillante.
Scendendo, circa a dieci metri, si incontrano spesso archi rocciosi o grotte che entrano più profondamente nella roccia di quanto non accada a quelle meno profonde. Entrando cautamente in apnea capitava spesso di incontrare delle grandi cernie che abitavano queste grotte. Un incontro più comune, possibile anche per i subacquei equipaggiati con l'Ara, è quello con delle famigliole di corvine, di solito nascoste nel recesso più scuro e lontano dall'uscita.
Poi la parete prosegue e fino ai venticinque metri è piuttosto spoglia, se si eccettuano bei tratti coperti di gorgonie gialle e bianche. Ma e saltando nel blu oltre il gradino che si resta stupiti dalla inimmaginabile quantità di animali che si aggrappano ad ogni centimetro quadrato di substrato disponibile.
Le gorgonie rosse sono le domina trici incontrastate in questa ricca biocenosi, ma non mancano decine di altre specie bentoniche con le quali convivono. Troveremo infatti anche bei rami di gorgonie gialle, CIa-veline, briozoi, Astrospartus, ricci e stelle di varie specie, bei rami di Gerardia savaglia. Nelle zone più profonde e nascoste dalla luce resistono ancora de-gli esili rami di corallo rosso, troppo fini per essere raccolti, ma ugualmente belli da essere fotografati. Anche i pesci sembrano entusiasti di questi splendidi panorami sommersi: molte musdele abitano le spaccature e le grotte assieme a delle belle corvine, fitti branchi dipalamite e grandi esemplari di dentici giocano spesso con le bolle dei sub, bei saraghi argentati sono un incontro comune. Giannutri rientra nel progetto sull'istituzione delle Riserve Marine. Non soggetta a particolari interessi turistici, e stata quasi integralmente dichiarata "zona A" senza che si siano levate proteste da parte di enti locali o categorie che abbiano sentito i propri interessi in qualche modo lesi da provvedi-menti sicuramente troppo restrittivi e comunque non risolutivi ai fini della protezione e della salvaguardia del mare e dei fondali dell'isola.
Quanto espresso non significa essere "contrari" alla Riserva Marina come concetto, o non voler affrontare il piccolo sacrificio di rinunciare a un tratto di mare, ma bensì affermare che quanto realizzato a Giannutri non ci sembra corretto e soprattutto utile all'acosistema marino che ci si prefigge di proteggere. Sono infatti state "chiuse" le tre zone caratterizzate da falesia verticale che si getta direttamente su fondali sabbiosi piuttosto profondi, assolutamente inadatti all'ormeggio, e che quindi si proteggono da soli dall'affetto distruttivo delle ancore.
Sono state lasciate invece aperte e libere per l'ancoraggio tutte le zone di basso fondo a posidonieto, che sono gravemente danneggiate dall'azione delle ancore. Ancora più grave il fatto che non siano state previste delle boe fisse sulle quali le imbarcazioni possano ormeggiarsi nel rispetto del fondale marino sottostante.
È auspicabile che una presa di coscienza di certi problemi da parte dei subacquei porti a una modifica di un provvedimento molto lontano dall'essere perfetto, in un clima di collaborazione con le istituzioni preposte alla difesa del territorio.
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