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DANNI INVERNO 2000
Guardo il mare e quello che rimane della spiaggia a seguito delle violente e numerose mareggiate verificatesi durante il periodo invernale e subito il mio pensiero ripercorre la memoria di
quando, bambino, correvo lungo la riva del mare e la spiaggia mi sembrava interminabile.
Ricordo i pescatori che pulivano le reti lunghe centinaia di metri issate lungo la riva ed io che li guardavo con la speranza che mi chiamassero ad aiutarli a sbrogliare i molti pesci catturati.
Penso e ripercorro con i ricordi le mie prime esperienze marine, le lunghe corse fatte sul bagnasciuga dopo aver fatto il bagno, Porto Clementino con i suoi scalini allora così alti per me e i pescherecci dei Pozzuolani che vi attraccavano per vendere il pescato.......
All'improvviso un'onda s'infrange contro quel che resta del muro della colonia, ormai demolito dall'impetuosità del mare e, di colpo, torno alla realtà di una spiaggia desolata e fatiscente.
Mi assale subito un senso di malinconia che si tramuta ben presto in una rabbia irrefrenabile di chi ha sofferto e sopportato una sconsiderata indifferenza.
E’ l’inverno del 2000, lo stato del litorale Tarquiniese è compromesso e le sue spiagge violentate sono ormai ridotte a piccoli lembi invase qua e la da costruzioni un tempo lontane dal mare.
Tra queste vi è la mia associazione che da anni lotta e s'impegna per la difesa del mare e delle sue spiagge.
I danni subiti sono ingenti. Lo spazio della prospiciente associazione di pescatori è stato inghiottito dal mare e il nostro muro di cinta è crollato insieme al cancello e parte del nostro terreno con la spiaggia non esistono più.

Basta! E’ ora di agire.

Prendo carta e penna e incomincio a scrivere ed interessare gli organi preposti chiedendo loro interventi risolutori e permanenti per il rifacimento del nostro litorale. Dopo lunghe attese e lettere inevase finalmente arriva l'iniziativa della Regione Lazio volta a proteggere con opere fisse il litorale in prossimità del Porto Clementino (ormai ridotto ad una rovina) .
Per ridurre il disagio ai normali fruitori del lido e facilitare le operazioni di rifacimento l'Assonautica consente il transito dei mezzi pesanti della ditta appaltatrice sulle sue aree.
Le opere comprendono la costruzione di due bracci di sassi (scogli) uno a nord e uno a sud perpendicolarmente alla costa e il riporto di circa 50.000 mq di arenile.
Da subito esprimo la mia soddisfazione per le opere realizzate, tra l'altro a basso impatto ambientale augurandomi al contempo che possano essere intrapresi nuovi lavori di questo tipo per la salvaguardia di tutto il litorale Tarquiniese.
Ad un anno di distanza nel medesimo periodo l'erosione marina aveva già compromesso seriamente le rispettive strutture (prefabbricati, cancelli e recinzioni), mentre allo stato
la striscia di sabbia trattenuta dai due bracci risulta essere sufficiente a proteggere le strutture ripristinate ed a garantire il regolare svolgimento delle attività sociali dell'Assonautica. 
Una ulteriore dimostrazione della validità delle opere di protezione realizzate è data dalla erosione che invece continua a verificarsi sul resto del litorale nord privo di tali opere e che è quasi tornata ai livelli disastrosi delle ultime stagioni.

Quando ormai mi sembra che il problema dell'erosione sia risolto, almeno nel tratto interessato dalle citate opere, mi giunge notizia che a causa di lamentele di alcuni (dico miopi) operatori del lido l'amministrazione regionale avrebbe deciso di demolire i due bracci costruiti a protezione.
Mi domando subito: ma allora il progetto è sbagliato? certo no, ha funzionato! allora è di forte impatto ambientale? certo no, è di roccia, la conformazione è gradevole e favorisce il ripopolamento della fauna ittica grazie ai suoi infratti! e allora? quali interessi lede?
fosse che la sabbia che veniva riportata a rifacimento del litorale sud non può più scorrere lungo la costa di nord grazie ai bracci di contenimento? oppure le opere fisse non consentono più di buttare a mare, ogni due anni, miliardi dei contribuenti in rifacimenti di arenili temporanei?...
Nel mentre cerco di dare una giustificazione a questa paventata ipotesi di demolizione mi arriva la telefonata di un socio dell'Assonautica che mi avverte che quelle che si supponevano decisioni si sono purtroppo trasformate in azioni demolitrici.
Prendo carta e penna e stavolta parte la diffida di un cittadino indignato che difende i suoi ricordi e diritti.
Oggi il braccio a nord è stato comunque quasi completamente demolito ma i lavori di demolizione delle restanti opere sembrano essere sospesi ..... chissà forse qualcuno si è accorto che il mare e il litorale è un bene da salvaguardare?
Fabrizio Moretti
