Un giro in barca
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Articolo di Giangiacomo Bertini Viterbo, 12 novembre 1994 Pubblicato su "L'Impulso" dell'1 settembre 1995
E' un limpido mattino d'estate, l'aria è fresca, la riva del mare non è ancora stata presa d'assalto dal grosso dei bagnanti e non trovo attività più rilassante di una tranquilla passeggiata sul bagnasciuga.
Una leggera risacca mi bagna dolcemente le caviglie e lo sguardo vaga ora sul mare calmo ed azzurro, ora sulla sabbia disseminata di piccole conchiglie e, purtroppo di residui, espressione d'inciviltà della civiltà.
D'improvviso mi trovo la strada sbarrata da due imbarcazioni. Sono tirate a secco, sull'arenile ed intorno ferve una attività inconsueta e un pò caotica. Gente che va, gente che viene, gente che osserva ed anch'io, incuriosito, mi fermo a guardare.
Delle carrozzelle vengono faticosamente trascinate sulla sabbia, fino alle barche. Qui, non senza difficoltà, gli occupanti delle carrozzelle vengono aiutati ad indossare dei giubbotti salvagente e trasferiti, a forza di braccia su di una sedia appositamente sistemata e saldamente legata al centro di ciascuna barca. Queste, con delicatezza, sono sospinte in acqua; vi prende posto un accompagnatore, un marinaio addetto ai remi ed il capo-barca addetto al motore.
Uno strappo alla funicella di avviamento, il motore prende a ronzare e l'imbarcazione scivola dolcemente sull'acqua.
A terra un momento di silenzio. Per pochi istanti sguardi che esprimono soddisfazione ma anche affettuosa apprensione seguono la barca che si allontana, poi riprende il fervore. Altre carrozzelle si preparano, vengono stabilite le priorità d'imbarco ed inizia l'attesa per il secondo turno.
Un giro in barca. Per molti è la prima volta, per altri si era persa memoria dell'ultima volta ma negli occhi di tutti si legge una gioia innocente ed un fanciullesco entusiasmo.
Domando e mi informano che ci troviamo davanti alla ex colonia provinciale di Tarquinia che, grazie alla attività di volontariato dell' A.V.A.D. (Associazione Volontari Assistenza Disabili) in questo periodo ospita numerosi portatori di andicap per un soggiorno estivo.
Le barche appartengono a soci dell'Assonautica Provinciale di Viterbo che si sono offerti di collaborare per rendere più piacevole la breve vacanza di chi tanto è stato provato dalla vita.
Riprendo la passeggiata ma non mi accorgo più del mare,del cielo; non sento più l'acqua lambire le caviglie. Il mio pensiero vaga lontano; vaga per le vallate della Bosnia, nelle foreste del Ruanda, sulle sabbie del Sinai; in ogni luogo dove l'uomo usa violenza ad altri uomini; dove l'odio ha preso il posto dell'amore. Poi, lentamente, mi convinco che forse un giorno non lontano ogni essere umano sentirà prepotente il desiderio di essere utile, anche a costo di sacrifici, ai suoi simili meno fortunati.
Non c'è infatti ricompensa al mondo che eguagli la gioia e la serenità che può dare la certezza d'aver fatto qualcosa per il prossimo.
Giangiacomo Bertini
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