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   E' bello andare alla deriva di Mario Scialoja     


   21 agosto 2003

È nata la nuova barca della Federvela, destinata a formare le future generazioni di velisti nostrani.

Si tratta di una deriva dalle dimensioni generose, lunga 5 metri e mezzo, semplice, robusta, molto stabile, ma anche veloce, che permette di imbarcare quattro adulti oppure cinque bambini e un istruttore.

Lo scafo, studiato per un uso sicuro in tutte le condizioni e facilmente raddrizzabile in caso di scuffia, è a pozzetto completamente aperto e piccole ali laterali su cui ci si può sporgere per fare da contrappeso.

E' previsto anche un piccolo bompresso retrattile per l'uso del gennaker.

I piani della Federazione italiana vela (FIV) prevedono la diffusione di circa 300 esemplari il primo anno, per arrivare rapidamente a circa mille unità.

Sarà la barca di riferimento per le oltre 500 scuole vela federali e i vari club affiliati, e verrà usata anche per organizzare un circuito di regate di classe: l'imbarcazione, infatti, risulta divertente e capace di dare soddisfazioni anche a equipaggi esperti.

I primissimi esemplari costruiti sono stati presentati qualche settimana fa dal presidente della FIV, Sergio Gaibisso, e dal progettista Saverio Della Rosa, A Marina di Ravenna anche Alessandra Sensini, medaglia d'oro nella vela a Sydney, ha testato il nuovo scafo, e non voleva più scendere: «Mi sono divertita, è una barca moderna e veloce sulla quale i giovani potranno imparare facilmente, ma anche perfezionarsi a un buon livello».

Il neo derivone federale nasce da un concorso indetto un anno fa, al quale hanno partecipato 15 progettisti. La richiesta era di uno sca-fo a deriva mobile, di concezione moderna, ma stabile e capace di ospitare cinque o sei giovani.

Tra i 15 progetti, una commissione tecnica composta da velisti di livello ha scelto l'imbarcazione disegnata da Della Rosa, che l'ha presentata con il nome di Stenella. Ma, per il momento, l'indicazione ufficiale rimane quella di "Deriva nazionale FIV". Nel futuro, forse, si potrà indire un concorso per trovare un altro nome meno burocratico.