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Concorso castelli di sabbia 2003

 

PREMESSA

     
    L'organizzatore
    Perchè

 

 

LE REGOLE


   Il regolamento

   La giuria

   Criteri valutazione

 

PARTECIPANTI
 

      Gli operatori

 

RISULTATI

   La classifica

   Le opere

   La premiazione

 

 

Castelli di sabbia: fantasia, creatività, continuità tra il vecchio e il nuovo. E’ stata una iniziativa che ha coinvolto piacevolmente i non più giovani, i ragazzi ed i bambini che, oggi come ieri, scendono in spiaggia con secchiello e paletta.

 

Entrano in contatto e  conoscono meglio l’ambiente naturale al di là delle contaminazioni create dai sapori dolciastri delle creme solari e delle note di danze caraibiche che poco hanno a che fare con la cultura mediterranea fatta di silenzi, di contemplazione e di lotta con il mare, fonte di vita, di forza e di sofferenza.

 

Il concorso, che ha visto  la realizzazione di 22  opere, ha dato nuovo vigore a quel patrimonio antropologico e culturale, solo apparentemente dimenticato, che consente a tutti  adulti e bambini, di dare vita a forme plastiche di sabbia che traggono ispirazione dal mare: isole vulcaniche selvagge e incontaminate; un faro speranza di chi si perde in mare;donne dormienti, dalle forme calde come la sabbia; sirene mollemente adagiate sul bagnasciuga;  gruppi di pescatori che ritirano le reti dalle facce segnate dalla fatica e dalla saggezza di chi sfida il mare; creature marine, polpi, piovre, tartarughe, conchiglie, delfini e foche che raccontano agli umani le storie degli abissi; un alto castello di carta spruzzato di sabbia dimora di una principessa; un altro minacciato da un’aquila e copie di costruzioni ricche di particolari ( bifore, selciati, portali…) nate dal genio di antichi architetti che ancora ci fanno ricordare il grande Federico II, la potenza di Roma imperiale, la religiosità mediovale (S. Maria in Castello) ed il favoloso Egitto e la cultura Maya.

 

 

Non è  mancata anche una costruzione di sabbia simbolo di pace.

 

Insomma quell’arte, fatta di materiali semplici ( sabbia, carta, farina e sudore), che comunica emozioni ad anime semplici, ma cariche di sensibilità vitale e culturale, non è morta , ma ha preso nuovo vigore dalla spontaneità e dalla capacità creativa di chi vuole vivere il mare con rispetto.