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Le tecniche di pesca

 

 


La pesca dalla barca

Per questo tipo di pesca non occorre una grossa imbarcazione: una semplice barca a remi sarà più che sufficiente, quando ci teniamo in zone vicine alla costa.
Però è più agevole se si dispone di un fuoribordo, per piccolo che sia, per poterci spostare o pescare più lontani dal litorale. Cosa che, comunque, si può fare anche remando, benché il metodo sia più lento e faticoso.

Per pescare vicino alla costa è adatto un piccolo scafo di fibra di plastica, leggero, maneggevole e praticamente esente da manutenzione, con motore da 3 a 5 HP.

Nella vasta gamma esistente sul mercato, le canne di fibra di vetro con anelli guida-filo sono le più raccomandabili per questo genere di pesca, giacché possiedono le tre caratteristiche indispensabili per una buona canna: elasticità, robustezza e sensibilità; sono inoltre stabili e durature.
È consigliabile che la lunghezza di queste canne non superi i 2 metri e che siano costituite al massimo da due elementi, poiché, se fossero più lunghe o più complicate, sarebbero poco maneggevoli in una piccola imbarcazione.

Il mulinello è indispensabile e molto utile in quanto talvolta è necessario lanciare l'amo a più di 25 metri per mantenerlo sospeso a pochi palmi dal fondo.
Lì mulinello adatto è quello con bobina, contenente come minimo un centinaio di metri di lenza, ed è molto importante che abbia un dispositivo sicuro per il lancio.
Se, fin dal principio, si acquista un mulinello rispondente a queste caratteristiche, si evita l'errore di alcuni pescatori i quali, per malinteso senso di economia, utilizzano mulinelli di qualità inferiore che, dopo un certo tempo, presentano inevitabili guasti meccanici, di modo che si finisce poi con l'acquistare un mulinello più adatto.

Una volta scelti gli attrezzi necessari, la lenza, gli ami e le esche dipenderanno dalla zona scelta per pescare.

Come regola generale si deve tener presente che la lenza principale dalla quale pendono i piombini e gli ami, deve essere di mm 0,25-0,30 con terminale dello 0,20-0,25.

Generalmente la pesca costiera si pratica a poca profondità, quasi mai oltre i 50 metri, calcolando in media da 5 a 20 metri sopra la roccia.
La lenza per il pescaggio a questa profondità deve avere una resistenza al peso da kg 5 a kg 10 non perché ci si aspetti di catturare pesci di tal peso, ma perché si deve tener presente l'agitarsi del pesce dopo aver abboccato, o il possibile arroccamento.
Gli ami adatti per questa profondità possono variare fra i numeri 8 e 12.
È opportuno adoperare ami bronzati, molto robusti, che difficilmente si storcono o si spuntano nell'urto contro la roccia, e possono avere la meglio su pesci di scoglio i quali sono molto combattivi e propensi a intanarsi non appena inamati.
È molto efficace e presenta maggiori possibilità munire la lenza di vari ami di diversi numeri e grandezze, essendo così possibile la cattura di una maggior quantità e varietà di pesci. Se non si è pratici, non si pensi che sia facile annodare correttamente e saldamente un amo al terminale: è una manovra che richiede molta esperienza e va appresa direttamente perché la spiegazione non è semplice. Meglio cominciare, semmai, acquistando ami già montati, di vario tipo e con diversi fili, così da averli già pronti.
Per evitare il rollio e il beccheggio della barca bisogna ancorarla convenientemente e cioè con due ancore o con grosse pietre, a prua e a poppa, lasciando le corde allentate di 1 o 2 metri perché non si rovesci per ondate improvvise. Qualora si possegga una sola ancora, questa va calata a metà scafo, in quanto garantisce minori spostamenti.
Una barca in balia delle onde si sposta sempre: il sistema per pescare sulla roccia o a poca profondità è molto semplice e dà buoni risultati, sempre che si sappia scegliere una zona propizia.
Non avendo alcun riferimento, si cominceranno a cercare fondali rocciosi. Quando le acque sono torbide e non si distingue la natura del fondo, il sistema più comune è I' uso della sonda, che consiste in vari metri di corda con appeso un piombo pesante anche 300 grammi.
Facendola strisciare sul fondo se ne noterà il rilievo e si potrà misurare la profondità.

Se le acque non permettono di distinguere le rocce a prima vista, è però possibile localizzarle in base al diverso colore del mare giacché, generalmente, nei luoghi arenosi esso presenta un colore più chiaro, mentre in quelli rocciosi ha un tono più scuro.

Localizzata la zona e preparati la canna e il mulinello, si allestirà la lenza.
Molti pescatori preferiscono uscire in mare con tutti gli attrezzi già pronti, onde non perder tempo una volta individuata la zona. Volendo fare lo stesso, sarà opportuno infilare le punte degli ami in un pezzo di sughero per evitare i troppo frequenti incidenti.
In qualsiasi caso gli ami, preparati o no o non utilizzati, devono essere sempre conservati infilati in un listello di sughero o avvolti su cartoncini con intaccature.

Per una profondità da 5 a 15 metri, che generalmente s'incontra pescando in fondi rocciosi vicini alla costa, il piombino adatto è quei lo pesante 20 grammi, di forma conica e perforato longitudinalmente; in caso di forti correnti o di ondate, si possono adoperare piombi di peso superiore.
Lo scopo del piombo in questo caso è di mantenere tesa la lenza primaria.

Il piombo perforato viene attraversato dal nylon che verrà fissato, all'estremità da cui fuoriesce, ad una girella che recherà il terminale con gli ami.
Ne risulterà così un piombo scorrevole che manterrà le esche sul fondo e, ad ogni abboccata, trasmetterà i colpi di trazione lungo il filo direttamente al cimino della canna. Questa montatura è molto sensibile e poco avvertita dal pesce.
Se invece si pone il piombo alla fine della lenza, con gli ami fissati al di sopra, questi fluttuano a maggior altezza dal fondo e il pesce avvertirà il peso del piombo all'abboccata: questo può insospettirlo e renderlo più diffidente.
È in fondo il principio del bolentino, però con la canna il piombo può essere regolato anche a varia altezza d'acqua e quindi permette di pescare a qualsiasi livello si desideri.

L'esca che dà i migliori risultati è la tremolina o verme di rena; comunque, ogni tipo di mollusco può tornare utile.
Molti pescatori ottengono buonissimi risultati adoperando chioccioline senza guscio, tentacoli di calamaro, piccoli crostacei e anche pezzi di pesci.
Alcuni pesci sono più attratti da determinate esche; per esempio è facile catturare l'orata mediante gamberetti di rena, il branzino e il sarago con gamberi, sebbene il branzino, il sarago, la triglia, l'orata, e in genere tutti i pesci che popolano i mari si possano catturare con vari tipi di esche.

È molto importante non tenere ami, piombini, esche e in generale gli attrezzi vicino a benzina, olii, vernici e simili, poiché i pesci hanno un olfatto molto sensibile e l'odore di uno qualsiasi di questi prodotti potrebbe allontanarli.
Si eviti anche di fumare mentre si preparano le esche.

Nella pesca a piccole profondità su fondali rocciosi il lancio non è consigliabile poiché ci sono molte probabilità che la lenza si impigli.
Sarà quindi opportuno mettersi sul luogo scelto e lasciar scorrere la lenza a poco a poco fino a toccare il fondo. Di questo ci si accorge vedendo la lenza allentarsi, quindi la si ritira un poco, lasciando l'amo sospeso sopra la roccia.

Se, una volta stabilita la posizione, si decide di adoperare i vermi come esca, occorre provvedersi di aghi sottili, lunghi una quindicina di centimetri, facilmente reperibili sul mercato a un prezzo modico.
Su questi aghi si infila longitudinalmente il verme, avendo cura di non danneggiarne le parti vitali. All'estremità di questi aghi vi è un toro nel quale si fa passare l'amo, che verrà del tutto ricoperto dal verme.
I vermi si innescano anche manualmente con una certa facilità; basta tenere però presente che i vermi di mare, cui appartiene la classica tremolina, sono assai fragili salvo che alla testa, dotata di un anello fibroso con piccoli denti con cui aderiscono ai materiali in decomposizione di cui si nutrono.

Sarà opportuno mantenere vivo il verme poiché i suoi movimenti, una volta immerso nell'acqua, risvegliano l'istinto predatore del pesce, il quale viene inoltre attratto dal forte odore di mare che il verme emana.
Molti appassionati, invece di adoperare un verme intero per ogni amo, preferiscono dividerlo in due o tre parti, disponendo così di due o tre esche dato che, mentre da un lato non vi è più la mobilità del verme che costituisce l'attrattiva del pesce per l'animale vivo, dall'altro viene emanato un odore molto forte dovuto al distacco delle viscere del verme, e ciò dà le stesse probabilità di cattura come se si utilizzasse l'animale vivo.

Sia adoperando vermi vivi che tagliati a pezzi dovranno sempre essere freschi, essendo un'esca sicura per pesci come, ad esempio, i tordi di mare, gli sciarrani, le castagnole e in particolare le voraci donzelle, tutte specie commestibili di carne discretamente pregiata.

Si eviti di tenere le scatole con i vermi e gli aghi preparati esposti al sole o al caldo e se, nella barca, manca un luogo riparato, si copra il tutto con uno straccio bagnato o con una manciata di alghe umide.
I vermi morti perdono colore, si sbiancano, e divengono flaccidi.